Segui Ilaria su Facebook

Progetti: Useless Boxprogetti: Useless Box

LO STARE INUTILE | "USELESS BOX"

Non credere che brilli / la vita della Regina Puntaspilli./ Quando siede sul trono / di ogni spillo sente il suono.
Tim Burton
Morte malinconica del bambino ostrica e altri racconti

A chiudere idealmente questo inventario sensibile di pensieri è un'installazione composta di una serie preziose scatoline di metallo, ricomposte in una teca, ognuna delle quali contiene un piccolo tesoro dal compito vitale: dare forma e corpo alle sensazioni, riassumendole in un colpo d'occhio efficace ed immediato. Insonnia, attesa, allontanamento, paura, gioia elettrizzante, sono tutti elementi che percepiamo in maniera fisica, eppure mai in maniera tattile. Qui, come nel caso dei ricordi precedenti, la loro catalogazione diviene inutile proprio perché infinita e soggetta a milioni di variabili: le sensazioni sono soggettive e non c'è modo di sapere se il dolore o la gioia come li prova un individuo sia uguale rispetto ad un vicino d'esperienza. Ma ogni essere vivente sente la necessità di catalogare, perché questo gli trasmette una sensazione di controllo. E nonostante tutto, ciò che lasciamo dietro la nostra caducità, altro non è se non un archivio de esistenze. Ilaria Margutti come una novella Penelope, impiega incessantemente l'arte del ricamo non come scusa per ingannare una situazione, ma come strumento per lasciare spazio al proprio tempo, affinché si possa manifestare. Il suo è un lavoro di indagine fortemente carnale. Il corpo fisico infatti rappresenta l'unica prova oggettiva e tangibile dell'esistenza, vissuta in rispetto ai sensi responsabili della percezione del sé. Il percorso artistico della Margutti ha visto avvicendarsi i progetti di differenti riflessioni: in principio l'indagine dell'esistenza interiore esplorata in senso antropologico si è spostata dall'autoritratto al ritratto di coloro che accettavano di donarsi all'artista attraverso le proprie ferite, che venivano rammendate nel ritratto come in una sorta di operazione simbolico-taumaturgica. Così la fisicità del ricamo rendeva tangibili i ricordi, facendoli divenire tattili. Lo stesso è per le sensazioni, che si concretizzano per assemblaggio di oggetti reali, divenendo messaggio simbolico attraverso l'eliminazione di qualunque tipo di rappresentazione. Così le sensazioni diventano corpo, dall'esistenza oggettiva e non soggettiva. Per questo Ilaria Margutti può essere definita burattinaia, in un gioco di tracce consistenti, che permettono di rendere tattili i ricordi. Esaurita la catarsi di sofferenze fatta propria per poter esprimere concretamente il circostante non manifesto, il percorso dell'artista ha modificato la propria direzione, rivolgendosi anche al sogno e ai suoi residui materici. È l'esistenza il centro poetico di questa artista meticolosa, che si esprime per estrema necessità creativa, conscia del fatto che, anche se addormentati, noi continuiamo ad esistere.

Viviana Siviero


Tratto dall'intervista su Art a Part of Culture (nov. 2012 ) di Cristina Villani

"rappresentano i sentimenti, cioè qualcosa che per definizione non si può toccare, che ognuno di noi vive in modo diverso, intimo, difficile da condividere e da descrivere. Ho cercato di rendere fisicamente il vissuto, usando materiali concreti, inserendo spesso gli strumenti del mio ricamo, quindi aghi, fili, tessuti, ditali, matite, i materiali della mia quotidianità e della mia espressività, perché mi rappresentano, sono una parte di me. A questi si accompagnano oggetti che appartengono ad altri percorsi, ad esempio i soldatini degli anni '70 che ho inserito nell'opera LOTTE. Alcune di queste piccole scatole di metallo (trovate per caso in una mesticheria alcuni anni fa) assumono il significato di veri e propri talismani, nei quali gli stati d'animo si concentrano e prendono forma, come in un rito arcaico che trasforma le percezioni in qualcosa di materico, con limiti oggettivi e permette di sgravarle anche da quella parte di paura legata all'ignoto."