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progetti: Mend of meprogetti: Mend of me

L’incontro con Rosalba Pepi è stato di fondamentale importanza per la realizzazione di questo progetto. Rosalba, ricamatrice/confidente è stata mia ispiratrice e sostenitrice in questo passaggio che mi ha vista alle prese con una tecnica a me fino ad ora ignota.
Avevo sempre visto il ricamo come un passatempo per signore, invece come ogni tecnica acquisita, quello che conta è l’idea e l’uso che se ne fa.
È bastato applicare i miei contenuti alla tecnica del ricamo e tutto è nato spontaneamente.

Ho pensato molto al mondo in cui si immergono le ricamatrici durante i lunghi silenzi nei tempi in cui un ricamo si costruisce e mi sono immaginata silenzi simili a quelli della pittura, per cui attraverso il colore si compone l’immagine…

Costruire.

È stato il processo costruttivo che mi ha affascinata. Lungo, paziente, dove gli errori spesso costringono a disfare ore di lavoro per poi ricominciare… e lentamente appare una forma un frammento alla volta, punto per punto… in cui non è mai possibile vedere il lavoro per intero durante l’evoluzione, ché tutto deve essere accolto fra le mani a un palmo dagli occhi.
Caratteristiche che richiedono cura e attenzione…

Ma l’uso dell’ago mi ha condotto anche a figurarmi il gesto del rammendo, segno coraggioso della conservazione, del coprire una lesione, del preservare un ricordo o del mascherare con una forma apparente.
…Perché il ricamo presuppone una trasformazione: dell’oggetto, della persona che ricama, della persona che si de-costruisce.

Il ricamo è femmineo.
Spiega il processo della natura femminile senza proferire parola.
Come una Penelope la donna si de-compone le proprie aspettative, il proprio corpo, il senso dell’esistenza secondo la propria volontà, seguendo schemi e regole da lei dettate.
Sono questi i contenuti che mi hanno condotta a trattare il ricamo, non come una tecnica, ma come una dimostrazione dai forti contenuti esistenziali.

L’ago penetra la stoffa, ma anche la carne.
In un rimando di immagini contornate dal filo, ho cercato di “ricamare” me stessa e altre donne a me care, per sintetizzare un lavoro eternamente in corso d’opera.

Ilaria Margutti

Alcuni ricami delle immagini sono stati realizzati da Rosalba Pepi, che mi ha seguita e incoraggiata.

Opere di Rosalba: www.laboratoriotessilealice.it


Mend of me è un lavoro orchestrato sul tema del confine e si gioca sull’equilibrio instabile della soglia. Soglia come luogo emblematico, in grado di evidenziare il duplice carattere del soggetto rappresentato, pronta a concedere ad Ilaria Margutti la possibilità di accostarsi alla pittura in un modo decisamente ambivalente.
Che si tatti di un ritratto è indubbio, tuttavia non è certo il confine tra reale e irreale e quindi tra opera e operatore. Opera-fantasma costruita dalla tecnica, l’immagine offre un montaggio che si regge, fa sue e poi gioca con le regole del ricamo. Ombra e prodigio delle mani, la forma crea una distanza temporale rispetto all’artista e sonda l’antica questione del doppio, avvalendosi della metafora come unico meccanismo concettuale utile per parlare di se stessi. Atemporalità e individualità sono i due estremi di questo confine; le vie perseguite e poi abbandonate da un processo elaborativo lento che stimola riflessioni sulla produzione dei simulacri. Il carattere trasgressivo è dovuto proprio a questo dispositivo di pulsioni grazie al quale si amplifica la realtà tramite l’imitazione e si permette che sulla trama della tela la forma denunci il manifestarsi di una pulsione in grado di creare una realtà sostitutiva, un inganno della mente. Chi dà forma a chi?
Svuotamento semantico del processo pittorico e desoggettivazione dello stesso sono i territori attraversati per favorire la crescita valoriale di quell’ago che, oltrepassando il limite, dà anima ad un’immagine che non a caso, tesse se stessa.

Matilde Puleo

 

Scarica il catalogo del Progetto "Mend of Me" [PDF 2MB]